mercoledì 27 luglio 2011

Convegno "Giustizia! In nome della legge e del popolo sovrano"


bilancia giustizia

Giovedì 28 e Venerdì 29 luglio 2011, presso la Sala Zuccaridi Palazzo Giustiniani a Roma, si terrà il convegno dal titolo“Giustizia! In nome della legge e del popolo sovrano”per la riforma della giustizia italiana, promosso dal Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito, sotto l'Alto patronato del Presidente della Repubblica e con il patrocinio del Senato della Repubblica.
I lavori del convegno si apriranno alle 10.30 di giovedì 28 con una sessione inaugurale alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. La sessione sarà contraddistinta dal saluto del Presidente del Senato, Renato Schifani, dall'intervento del Capo dello Stato e dalla relazione introduttiva di Marco Pannella.
Durante il convegno si discuterà dell'attuale situazione della giustizia e delle carceri italiane e si cercherà di individuare obiettivi e strumenti necessari ed urgenti per l'affermazione dei diritti umani nella giustizia.
Al convegno parteciperanno le massime autorità istituzionalmente interessate insieme alle forze politiche e sociali impegnate per la riforma della giustizia.
Il convegno si chiuderà con una tavola rotonda dal titolo “Il senso e il luogo comune sulle carceri: il ruolo dell'informazione”, a cui parteciperanno Sergio Zavoli, Corrado Calabrò, Gianni Betto, Stefano Folli, Bianca Berlinguer e Marco Pannella. A moderare il segretario di Radicali Italiani, Mario Staderini.
Modalità di accredito
I posti disponibili nella sala Zuccari sono limitati si ricorda dunque a coloro che volessero partecipare al convegno che è necessaria la prenotazione. Si invita ad inviare al più presto la propria richiesta di partecipazione alla seguente mail:info@radicali.it. Si raccomanda per gli uomini l’obbligo di indossare giacca e cravatta.
Nota per le segreterie di redazione
Le richieste di accredito di giornalisti, fotografi e operatori televisivi devono essere invece inviate alla mailaccrediti.stampa@senato.it oppure all'ufficio stampa del Senato al fax 06.6706.2947. Dovranno necessariamente contenere i dati anagrafici completi e gli estremi del documento di identità dei giornalisti, fotografi e operatori con indicazione della testata di riferimento. Si raccomanda per gli uomini l’obbligo di indossare giacca e cravatta.

Il Programma della prima giornata

Giovedì 28 luglio 2011 - Ore 10,30
SESSIONE INAUGURALE alla presenza del Presidente della Repubblica 
Riceve, presenta e modera Emma Bonino, vicepresidente del Senato
Saluto del Presidente del Senato della Repubblica, Renato Schifani

Interventi di:
  • Luigi Giampaolino, Presidente della Corte dei Conti
  • Ernesto Lupo, Primo Presidente della Corte di Cassazione
  • Michele Vietti, Vice Presidente del CSM
  • Giacomo Caliendo, Sottosegretario alla Giustizia
  • Giorgio Lattanzi, in rappresentanza Presidente Corte Costituzionale
Ore 11,20 Intervento del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano
A seguire relazione introduttiva di Marco Pannella dal titolo:
"L’imperativo dell’immediato rientro dagli attuali connotati di Stato penale ad un pieno rispetto dello Stato di diritto e della legalità costituzionale, europea e internazionale" 

Giovedì 28 Luglio - Ore 15
PRIMA SESSIONE - La situazione della giustizia e delle carceri italiane
Relazione sullo  stato dell'amministrazione della giustizia
Giuseppe Di Federico, professore emerito di Ordinamento giudiziario dell' Università di Bologna
Relazione sullo  stato dell'amministrazione penitenziaria
Tullio Padovani, ordinario di diritto penale alla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa 

Interventi di:
  • Giuseppe Frigo, giudice della Corte Costituzionale
  • Vladimiro Zagrebelsky, già giudice Corte Europea dei Diritto dell'Uomo
  • Carlo Nordio, procuratore aggiunto di Venezia, già Presidente Commissione per la riforma del codice penale
  • Mauro Palma, Presidente del Comitato Europeo per la Prevenzione della Tortura e dei trattamenti inumani e degradanti
  • Antonio Bultrini, professore di diritto internazionale dell'Università di Firenze
Ore 17 - 17,15 - Coffee break 
Interventi di:
  • Filippo Berselli, Presidente  della Commissione Giustizia del Senato della Repubblica
  • Giulia Bongiorno, Presidente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati
  • Luca Palamara, Presidente dell'Associazione nazionale Magistrati
  • Franco Ionta, capo del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria e Commissario delegato per il Piano carceri 
  • Bruno Brattoli, capo Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria minorile
  • Valerio Spigarelli, Presidente dell' Unione delle Camere Penali

Il Programma della seconda giornata

Venerdì 29 luglio - Ore 9,30
SECONDA SESSIONE - Obiettivi e strumenti necessari ed urgenti per l’affermazione  dei diritti umani nella giustizia. Amnistia e indulto come precondizione alla riforma strutturale e legalizzatrice dell’amministrazione della giustizia
Modera Giuseppe Rossodivita, Consigliere Regionale Lazio e Comitato radicale Piero Calamandrei
 Relazione "Legislazione penale in Italia: statistiche e indicatori"
Fabio Bartolomeo, direttore  generale  statistiche del  Ministero della Giustizia
Relazione - Le proposte di legge e mozioni sulla giustizia e sul carcere: l’impegno dei Radicali sul fronte delle riforme
Rita Bernardini, deputata radicale, membro della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati 
Relazione - Carcerazione preventiva: idee per una riforma
Giandomenico Caiazza, avvocato
Relazione - Superamento o modifiche a provvedimenti che costituiscono le maggiori cause del sovraffollamento e delle patologie economiche e sociali
Carlo Fiorio, docente di Procedura Penale all'Università degli Studi di Perugia
Relazione - Le misure alternative alla detenzione: quali e per quale scopo
Alessandro Margara, garante dei Detenuti Regione Toscana
Relazione - A cinque anni dall'indulto
Luigi Manconi, docente di Sociologia dei fenomeni politici all'Università IULM
Interventi di:
  • Ada Palmonella, psicologa Esperto del Ministero di Giustizia per gli Istituti Penitenziari
  • Irene Testa, Presidente Associazione Il detenuto ignoto
  • Stefano Anastasia, Associazione A buon Diritto/ Associazione Antigone
  • Ornella Favero, Presidente Associazione Ristretti Orizzonti
  • Cosimo Ferri, segretario generale Magistratura indipendente
  • Enrico Sbriglia, segretario nazionale SIDIPE
  • Leo Beneduce, Presidente OSAPP Eugenio
  • Eugenio Sarno, Segretario  UILPA-Penitenziari
  • Gian Battista Durante, segretario SAPPe
Venerdì 29 luglio - Ore 15,00
TAVOLA ROTONDA - Il senso e il luogo comune su giustizia e carceri: il  ruolo  dell’informazione
Moderatore Mario Staderini, Segretario Radicali ItalianiParteciperanno:
  • Sergio Zavoli, Presidente Commissione parlamentare di vigilanza servizi radiotelevisivi
  • Corrado Calabrò, Presidente Agcom 
  • Gianni Betto, coordinatore del Centro d'ascolto dell'informazione radiotelevisiva
  • Stefano Folli, editorialista del Sole 24 ore
  • Bianca Berlinguer, direttrice del Tg3
  • Marco Pannella, Presidente del senato del PRNTT
http://www.radicali.it/

Jun Lu : il piccolo adottato da Domenico D'Andrea con il ricavato dei suoi lavori


Domenico tende a precisare che l'incasso derivato dalla vendita dei suoi prodotti viene utilizzato per le adozioni a distanza promosse dall'Associazione ActionAid

    Per maggiore trasparenza mi ha inviato la fotografia del piccolo Jun Lu di Loudian - Cina



L'indirizzo di riferimento è il seguente: ActioAid China - Suite 602, Unit 2 - Block D.

lo strano caso del vitto nelle carceri, dal 1930 l’appalto ha un solo vincitore...


di Dimitri Buffa

L’Opinione, 26 luglio 2011

Nelle carceri non c’è solo un problema di spazi e di letti, ma anche di cibo. La prima ad evidenziarlo è stata l’onorevole radicale Rita Bernardini che ha raccontato a Radio Radicale come questo business sia gestito in maniera monopolistica da anni (addirittura dal 1930).
Per tacere del fatto che l’ultima volta che è stato assegnato a livello nazionale, l’aggiudicatario si era impegnato a fornire tre pasti al giorno a detenuto per meno di 4 auro. Si avete capito bene: quattro euro!
Dopodiché anche la vicenda del detenuto tunisino Ismail Ltaief, cuoco nelle mense del carcere di Velletri, che ha denunciato un bel po’ di gente in loco per presunte ruberie sul cibo dei detenuti, rifiutando 15 mila euro per ritrattare le accuse, ci ha mosso a ulteriore curiosità: non è che sui pasti dei detenuti succede qualcosa di strano?
Quelli di “Ristretti Orizzonti” ne sono convinti e così ci hanno fornito ben tre delibere regionali della Corte dei Conti, per il Veneto, per l’Umbria e per la Lombardia, nonché una segnalazione dell’autorità Garante per la concorrenza (secondo cui l’aggiudicazione di questi appalti è “distorsiva” per la concorrenza) che contestavano tutte questa maniere di aggiudicare senza gara, “per asseriti motivi di sicurezza”, l’appalto del cibo nelle carceri.
E sempre alla stessa ditta: quella degli eredi di Arturo Berselli. Cioè la Arturo Berselli e C. S.p.A., con sede amministrativa a Milano. Addirittura nel 2003 la Corte dei conti regionale della Lombardia rifiutò di vistare le procedure di appalto con cui venne rinnovato il contratto a tale ditta sostenendo che non fossero state seguite le procedure previste dalla legge.
Circostanza che nel tempo ci è costata anche l’avvio di una procedura di infrazione da parte della Ue. All’epoca era ministro Guardasigilli Roberto Castelli, per la cronaca. E siccome solo da via Arenula dipendono i decreti di proroga il conflitto, tuttora irrisolto, è quello tra chi appone motivi di sicurezza non meglio determinati, qualcuno potrebbe pensare che altre ditte non consuetudinarie a questi appalti potrebbero favorire la fuga dei detenuti magari mettendo la lima nel panino, come nei fumetti di Walt Disney, e chi chiede una gara europea. Ma il sospetto è che si voglia favorire un monopolista che peraltro, a seconda delle regioni, opera da anni in consorzio con altre ditte (nella Lombardia con la Saep S.p.A e la Domenico Ventura di Umberto Ventura e C. S.a.S., in Umbria con la Ias Morgante S.r.l.).
Mentre la Corte dei conti della Lombardia ha messo bastoni tra le ruote a via Arenula, quella del Veneto e quella dell’Umbria hanno sollevato molti rilievi ma alla fine hanno ceduto alle pretese di rinnovo di questi appalto alle stesse ditte e senza gara, pur riconoscendo questa procedura contraria a una norma dello stato varata ad hoc per tenersi buona l’Europa.
Cioè l’articolo 23 della legge 18 aprile 2005, n. 62 (legge comunitaria per il 2004), approvato al fine di conseguire l’archiviazione di una procedura di infrazione comunitaria avviata contro l’Italia in relazione al contrasto della previgente disciplina del rinnovo dei contratti pubblici scaduti con i principi di libertà di stabilimento e di prestazione dei servizi di cui agli articoli 43 e 49 del Trattato CE e con la normativa europea in tema di tutela della concorrenza.
Ma questo articolo che ha sancito un generale divieto di rinnovazione dei contratti pubblici di fatto nelle carceri rimane inapplicato in seguito all’emanazione del decreto del Ministro della Giustizia del 21.07.2004, cioè il provvedimento in forza del quale “il contratto oggetto del provvedimento di approvazione in esame è stato sottoposto a particolari misure di sicurezza”.
Peraltro nelle motivazioni del provvedimento datato 16 aprile 2008 dalla sezione regionale del Veneto si sottolinea come il ministero abbia persino “ribadito la necessità di affidare vitto e sopravvitto al medesimo soggetto per motivi di efficienza e convenienza, in ragione delle reciproche interazioni tra le due attività e dell’incremento dei costi, sia per l’Amministrazione che per i detenuti, che potrebbe conseguire a una diminuzione del volume dei generi approvvigionati dalle singole imprese affidatarie”.
La cosa incredibile è che la ditta Berselli abbia sedi atipiche in quasi ogni carcere italiano. Il cibo ai detenuti è cosa loro. Altro mistero di chi volesse approfondire il tutto è questo: da anni i detenuti segnalano che i prezzi dei prodotti in vendita al sopravvitto sono troppo cari, e da anni i volontari che provano a fare una verifica nei supermercati della zona si scontrano con il fatto che invece molti prezzi sono identici, o quasi, a quelli dei supermercati.
Questo significa che esiste un sistema istituzionalizzato di creste all’interno dei penitenziari? Se fosse ad esempio verificata proprio quella parte della denuncia di Ismail Ltaief, il cuoco di Velletri, secondo cui quando arrivavano i pacchi delle forniture di vitto “qualcuno segnava 300 quando veniva scaricato 60”, allora tutto sarebbe più facile da capire. Come ai tempi delle carceri d’oro sulla pelle dei detenuti è più facile giocare. Tanto di denaro pubblico se ne spreca tanto, mica vorremo occuparci proprio di quello che lo stato impiega per far mangiare i delinquenti?



fonte : RISTRETTI.it

GENOVA, 26 LUGLIO 2011 / FIACCOLATA DEI RADICALI GENOVA DAVANTI A MARASSI

Grande partecipazione, ieri sera alle 21 a Marassi, alla fiaccolata contro le morti in carcere, promossa da radicali, parenti e sostenuta anche dalla direzione del carcere (il direttore del penitenziario, Salvatore Mazzeo, aveva firmato nelle scorse settimane l'appello dei radicali), e infine dal gruppo del Pd in Regione. Com'è noto, Marassi sopporta una situazione di sovraffollamento spaventosa, con la presenza di un numero di detenuti pari al doppio della sua capienza.

fonte: Notizie Radicali



Genova. “L’Italia è un paese che non ha ancora raggiunto un grado di civiltà decente”. Così, ieri, la Sindaco di Genova Marta Vincenzi, in prima fila alla fiaccolata di protesta organizzata dai Radicali di fronte al carcere di Marassi.
Sindaco, Marassi scoppia. Cosa si può fare?
Sì, Marassi scoppia e io non credo che i ragionamenti che sono stati fatti in questi anni, quelli di trovare un altro sito o un altro edificio, siano stati l’approccio giusto. Le carceri vanno svuotate. Al loro interno ci dovrebbero essere celle diverse e condizioni igienico-sanitarie migliori, ma il problema vero è il sovraffollamento: c’è il doppio di detenuti di quelli che ci dovrebbero essere, con un tasso di suicidi e di violenze contro se stessi ormai insostenibile.
La soluzione?
La soluzione passa da leggi che dovrebbero essere fatte dal Parlamento e da una diversa impostazione da parte dei Ministeri in termini di risorse. Oggi l’unico vero strumento politico che abbiamo è quello dell’amnistia. Anche se alla radice del problema c’è una impostazione sbagliata del problema, a cominciare dalla mancanza di risorse per finire con la Bossi-Fini. I comuni possono fare molto poco.
Rimanendo in tema di diritti oggi (ieri ndt.) la Camera ha affossato la legge contro l’omofobia.
Me l’aspettavo. Ci siamo spesi il più possibile per questa causa, ma mi sembra di capire che su questi temi siamo ancora molto lontani dalla possibilità di definirci un Paese europeo. E’ un giorno molto triste per tutti.
Il Comune di Genova vedrà prima o poi l’istituzione di un registro per le coppie di fatto?
E’ un proposta che esiste, che abbiamo fatto fin dall’inizio e che il Consiglio Comunale non ha ancora avuto modo di esaminare perché ci sono delle divisioni profonde. Quando si tratta di scelte che possono fare gli amministratori singoli, nel bene o nel male, le facciamo. Per esempio il registro del testamento biologico l’abbiamo interpretato come un ampliamento di un regolamento esistente, con un po’ di critiche, ma l’abbiamo fatto. La proposta di un registro per le coppie di fatto deve essere portata in Consiglio e lì si gioca tutta la spaccatura delle forze politiche. Così com’è il Consiglio Comunale oggi una proposta del genere verrebbe rigettata.
Una spaccatura interna anche alla sinistra quindi.
La destra è tutta contraria, ma anche dentro la maggioranza ci sono sensibilità diverse, in questa fase difficilmente ricomponibili. Temo che questo sia uno dei momenti peggiori per riproporre questo: la gente ha fame, non arriva alla fine del mese, c’è la crisi e la tentazione è quella di pensare che queste siano questioni non così urgenti e immediate. Anche se forse dovrebbe essere il contrario: nei momenti in cui ci sono più difficoltà bisognerebbe aumentare la possibilità per ciascuno di avere maggiori diritti.
» Federica Seneghini

fonte: http://www.genova24.it/


vincenzi marassi fiaccola

martedì 26 luglio 2011

Il presidente Bossone a Torre del Gallo- Pavia - "Più carceri? Meglio campi di lavoro"

Arrivato a Torre del Gallo alle 9 si è trattenuto nel carcere fino alle 10,30: così ha testato in prima persona gli spazi di socializzazione ristretti, dopo l’ampliamento deciso dal ministero di Giustizia che ha eliminato il campo da calcio



Pavia, 26 luglio 2011 - È stata un’ora d’aria speciale quella che i 500 detenuti del carcere di Pavia hanno vissuto ieri. Con loro c’erano il presidente della Provincia Daniele Bosone e il consigliere Pd Giacomo Galazzo. Arrivato a Torre del Gallo alle 9 si è trattenuto nel carcere fino alle 10,30: così ha testato in prima persona gli spazi di socializzazione ristretti, dopo l’ampliamento deciso dal ministero di Giustizia che ha eliminato il campo da calcio.
Il primo “male” è il sovraffollamento. «Siamo al doppio della capienza regolamentare — aggiunge Bosone — il che significa problemi igienico-sanitari tenuti sotto controllo da 2 medici e 5 paramedici. La direzione e gli agenti di Polizia penitenziaria cercano di fronteggiare bene la situazione, pur in carenza d’organico». La risposta del Ministero è stata un aumento della capienza, con una nuova struttura che si sta completando. «Non si può rincorrere il problema del sovraffollamento con altre strutture — dice Bosone — perché si aggiungono tante celle ma senza servizi in più.
Come il campo da calcio, che speriamo di recuperare». Invece per Bosone «si dovrebbe cambiare sistema: meno carceri e strutture un po’ più aperte, come per esempio campi di lavoro agricolo. Un ventaglio diverso di soluzioni». La Provincia promette di istituire la figura del garante del detenuto. «Ci siamo impegnati in campagna elettorale. Abbiamo tre carceri importanti, serve un ponte tra dentro e fuori».
di Manuela Marziani

fonte: http://www.ilgiorno.it/
 

Genova- Carcere di Marassi



 Elledizeta

Genova, Pontedecimo: inaugurata area verde nel carcere


Genova. La vivibilità delle carceri è un tema sempre vivo e dibattuto, con i radicali che negli anni ne hanno fatto un punto cruciale della loro battaglia. Ogni carcere, con le strutture e i mezzi che ha a disposizione cerca poi di migliorare le condizioni di vita dei detenuti.
Il progetto presentato stamattina nel carcere di Pontedecimo è stato quello di creare un’area verde, e più esattamente una cornice di siepi e piante attorno a 150 metri quadri di prato inglese, con giochi per bambini che qui potranno incontrare i padri e le madri detenute. “Un tentativo per umanizzare la pena – sostiene la direttrice della casa circondariale, Maria Milano – e quella del carcere di Pontedecimo è la seconda della Liguria, dopo quella di Chiavari, realizzata anch’essa con il sostegno della Provincia. Questa giornata vuol essere anche una riflessione sulle altre vittime dei reati: i bambini, i familiari delle persone recluse e l’area verde è nata proprio per restituire spazio agli affetti familiari, con l’impegno fondamentale anche della Polizia Penitenziaria”.
Il presidente della Provincia di Genova, Alessandro Repetto, definisce l’area verde “un elemento di speranza”, ribadendo l’impegno della Provincia, “in nome di un nuovo umanesimo”, per tutto il mondo oltre le sbarre, “malgrado i pesanti tagli nazionali ai bilanci che incidono anche sulle risorse per l’inclusione sociale e sulle iniziative per il reinserimento delle persone recluse e una situazione carceraria sotto gli occhi di tutti”.
Una realizzazione, quella dell’area verde che unisce del plauso destra e sinistra. “Si tratta di uno spazio protetto” spiega Lorenzo Pellerano (Pdl) “dove le detenute hanno  la possibilità di incontrare i propri cari in tutta tranquillità.
  Un’iniziativa molto lodevole perché offre loro la possibilità di mantenere vivo quel rapporto familiare che l’esperienza del carcere tante volte tende a distruggere”, Detto questo però, Pellerano ha riservato alcune critiche e appunti soprattutto alle condizioni sanitarie del carcere: “Durante la visita di questa mattina ho avuto modo di constatare che la situazione all’interno del carcere, purtroppo, non è affatto cambiata  ed, in particolare,  non si è registrato alcun miglioramento per quanto riguarda l’aspetto dell’assistenza sanitaria di competenza della Regione. Il carcere di Pontedecimo, ad esempio, sorge a pochi metri dell’Ospedale Gallino, ma l’assistenza è assolutamente deficitaria”.
A Genova intanto continuano le adesioni alla fiaccolata organizzata dai Radicali davanti al carcere di Marassi in programma domani alle ore 21. Tra gli altri parteciperanno il direttore del carcere Salvatore Mazzeo, Uil Penitenziari, la sindaco Marta Vincenzi, il consigliere regionale Nicolò Scialfa (Idv), numerosi agenti di polizia e Arci Genova. I detenuti si faranno sentire con la cosiddetta “battitura” delle sbarre.

fonte: http://www.genova24.it/