mercoledì 29 dicembre 2010

Visita in carcere








 Recarsi a Pontedecimo in treno non è così complicato, la linea ferroviaria è ben servita e si riducono notevolmente i costi di viaggio.
 Anche se la stazione sembra degna del Far West (niente biglietteria, orari ben nascosti), c'è un vistoso avviso di "videosorveglianza" e la domanda sorge spontanea : ma chi viene sorvegliato? un ectoplasma?
 In compenso il carcere non è poi così lontano e può essere raggiunto in 5 minuti.

 Le basse temperature stagionali e l'umidità penetrante viene facilmente compensata dalla salita che dalle sbarre mobili porta al carcere (quando arrivi carica di pacchi hai riscaldato ben bene la muscolatura).

 Mi domando come possano affrontare tale prova atletica le persone anziane ed una mia compagna di sventura, madre di un giovane carcerato, simpatica signora genovese di oltre 65 anni mi comunica che per salire in macchina occorre il certificato medico.
 Beh... dal carcere dovrebbero informarsi sul normale stato clinico degli ultrassessantenni ... non sono tutti maratoneti!

 Ora, varcata la soglia, mi attende l'esame + complicato : LA CONSEGNA DEI PACCHI ALL'AGENTE CONTROLLORE .
 E' giusto che si sappia e sia ben chiaro per tutti che , al di là della lista degli oggetti consentiti, tutto è vincolato all'agente di turno.
 Incrocio anche le dita dei piedi ma, ahimè, oggi la fortuna non mi sorride: fra tutti gli addetti fin ora incontrati mi ritrovo quello sicuramente meno "disponibile" (per usare un eufemismo).
 "Gli stivali no, signora! solo SCARPE" - "Un mese fa ha accettato un paio di stivali e quelli di oggi sono belli caldi con il pelo interno!" replico io inutilmente.
  La sciarpa scaldacollo viene respinta - NON E' NELL'ELENCO
-" Ma tanto qui si impiccano con le lenzuola!" avrei voluto ribadire, taccio  ma questo non lo posso accettare :
 la indosso io e la consegno alla mia piccola E. direttamente.

 Oggi niente metal detector ..una perquisizione veloce e discreta (l'agente donna è molto gentile )  e si parte tutti insieme scortati doverosamente verso i nostri cari da un agente con sigaretta in bocca (tutti gli agenti fumano ovunque  in barba alle leggi e ai divieti)
 La sala colloqui ha un vetro alto 30 cm che ci separa, un bancone e panche in alluminio il tutto di un sudiciume terrificante , non si capisce quale sostanza vi sia colata ma è lì da tempo, carte di caramelle in numero spropositato sono sul pavimento ma fortunatamente un finestrella aperta ci assicura un salutare ricambio di ossigeno e .... una bella bronchite.

 Il mio colloquio è durato 2 ore e inutile dire che si è sempre contenti ma una riflessione mi pare doverosa :
i detenuti perdono i diritti civili , si sa, le loro famiglie anche?

 Il marito di una detenuta è uscito con me e mi ha confessato che ha dovuto acquistare scarpe con lo strappo per sua moglie perché quelle con i lacci sono proibite; logico si direbbe, e invece no : io ho già consegnato per ben due volte scarpe con lacci a mia figlia!
 Lacci sì. lacci no, stivali sì, stivali no ... ed i Cd originali ma senza custodia? ovviamente no! ma se arrivano per posta allora Ok!

 Lapalissiano che in carcere non possano essere introdotti tabacchi e affini : bene, li vendono qui!
 ... a prezzo maggiorato : MA NON SONO GENERI DI MONOPOLIO ????
 Mi informerò nel dettaglio sui vari prezzi delle sigarette , del tabacco e dei francobolli ... di lusso evidentemente!

 Un'ultima questione spinosa riguarda i prodotti per l'igiene personale : ho inviato un pacco postale ben fornito di tutto, dallo shampoo alle creme per i piedi (o quasi).
 Nulla da fare, DIVIETO ASSOLUTO di ricezioni di tali prodotti: possono essere acquistati dalle detenute nello spaccio ( a prezzi piuttosto alti) oppure INVIATI  DALL'UNICA DITTA ACCREDITATA NEL SETTORE CARCERARIO " BOTTEGA VERDE" .... pare che abbiano fatto una "convenzione"... CONVENZIONE?!? ooohhhh ... vi lascio trovare la rima più consona.
 Che bravi! " la legge: più la conosci più la eviti" .... e non aggiungo altro se non la libertà concessami di segnalare a ditte concorrenti questo interessante "fatterello".

 Credo ci si senta tutti disorientati e sempre più sicuri dell'esattezza del famoso detto :
  LE NORME SONO FATTE PER ESSERE VIOLATE.
 Non è un invito alla criminalità, ovvio, ma un consiglio : al di là del si può fare , non si può fare , tentar non nuoce!

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