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martedì 30 agosto 2011

Giovanardi ha cambiato idea????


Sembra incredibile, ma l'autore di una delle leggi più repressive in Europa sulle droghe chiede che le persone con problemi di tossicodipendenza non finiscano in carcere.
 Bene la possibilita' che i tossicodipendenti scontino l'ultimo anno di detenzione in comunita', ma servirebbe 'un po' piu' di coraggio' e prevedere la sospensione del processo e la non applicazione della recidiva ai piccoli spacciatori: cosi' il sottosegretario Carlo Giovanardi commenta all'ANSA gli emendamenti governativi al ddl Alfano sulle carceri. 
'Con l'emendamento introdotto i tossicodipendenti possono, se lo vogliono, scontare l'ultimo anno di pena in una comunita' di recupero. Bastera' la certificazione di tossicodipendenza'. Soddisfatto, quindi? 'Si', era una delle nostre richieste.
Certo se si avesse piu' coraggio si potrebbe arrivare anche a introdurre la sospensione del processo per i tossicodipendenti piccoli spacciatori, una misura che per esempio avrebbe evitato al povero Stefano Cucchi di morire.
 E poi, l'altra nostra richiesta resta quella di non applicare la ex Cirielli, cioe' la recidiva, ai tossicodipendenti che si macchiano di reati di lieve entita' '. D'altro canto, conclude Giovanardi, 'se i piccoli spacciatori potessero essere recuperati in comunita' invece che in carcere, le recidive sarebbero sicuramente piu' basse'.

mercoledì 24 agosto 2011

Arriva la pet teraphy per i tossicodipendenti

Carcere, arriva la pet teraphy per i tossicodipendentiTRENTO. I tossicodipendenti del nuovo carcere di Trento avranno a disposizione la "pet therapy" quale aiuto per la disintossicazione. La terapia col supporto di animali partirà il mese prossimo e si concluderà a fine anno
. A portarla a Trento saranno gli esperti della comunità di San Patrignano, fondata a fine anni settanta da don Vincenzo Muccioli, che hanno già accordi e sopralluoghi effettuati per le attività programmate coi cani.



L'iniziativa, che viene annunciata dal direttore della struttura penitenziaria, Antonella Forgione, è una delle novità introdotte quest'anno, grazie anche ai nuovi e più ampi spazi di Spini di Gardolo, aperti dallo scorso dicembre, che accolgono i detenuti dei vecchi carceri di Trento e Rovereto.

Quanto alla tossicodipendenza, la percentuale viene riferita "elevata - spiega Forgione - anche se bisognerebbe sempre fare una differenza tra chi si dichiara tale e chi lo è in modo comprovato. E' infatti noto come l'essere tossicodipendenti possa portare vantaggi nell'ottenimento della scarcerazione o dei domiciliari".

In ogni caso l'elevato numero di tossicodipendenti, così come la maggioranza di detenuti extracomunitari e giovani, tra i 20 e i 30 anni, sono i dati che Forgione sottolinea come ancora distintivi della popolazione carceraria.

Tra gli obiettivi del direttore c'è anche quello di ottenere "un approccio meno farmacologico al disagio del carcere. Perché - afferma - stare in carcere è di per sè un disagio. Quindi ad esempio l'avere problemi nel sonno saltuari o altre manifestazioni lievi di tale disagio sono questioni che dovrebbero essere affrontate innanzitutto con il colloquio, l'osservazione e il confronto".

E l'auspicio è che il servizio, passato nei mesi scorsi dall'amministrazione penitenziaria all'Azienda provinciale per i servizi sanitari, possa vedere in tal senso miglioramenti. Resta invece ancora sotto l'Amministrazione quello degli psicologi, "che tra l'altro sono coloro che devono contribuire a stilare le valutazioni che determinano il futuro dei detenuti e che da noi hanno 17 ore al mese per 220 persone, quando prima per Trento c'erano 13 ore e per Rovereto 12, quindi nel trasferimento ne abbiamo perse".



fonte:http://trentinocorrierealpi.gelocal.it/