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martedì 9 agosto 2011

Enpa: plauso a direttore carcere Verona


Roma – L'Enpa attraverso il suo presidente nazionale, Carla Rocchi, esprime profonda gratitudine al dottor Antonio Fullone, direttore dell'istituto di pena di Montorio (Verona), per avere ha permesso a due cagnolini – il pastore tedesco Shony e il meticcio Briciola – di riabbracciare dopo molto tempo i loro proprietari.
"Con la sua decisione – commenta Carla Rocchi – il dottor Fullone si è reso protagonista di un gesto di profonda sensibilità e grandissima civiltà. Purtroppo, la detenzione viene scontata non soltanto dai diretti interessati ma anche dai loro quattrozampe, i quali, all'improvviso e senza un perché, si trovano incolpevolmente privati della compagnia e dell'affetto dei proprietari. Proprio l'incontro con i loro animali può essere, ne sono certa, un ausilio nel percorso riabilitavo delle persone detenute".
fonte: http://www.blitzquotidiano.it/

lunedì 8 agosto 2011

Cani a colloquio

  Finalmente una bella notizia dal carcere di Verona dove, la sensibilità del direttore ha permesso un evento oserei dire straordinario nel grigio panorama della realtà detentiva italiana.
 Ci complimentiamo con l'illuminato dirigente, il Sig. Antonio Fullone.





 Due cani soffrono di depressione per la lontananza dai padroni e a Verona si aprono le porte delcarcere per permettere agli animali di avere un colloquio e qualche carezza dai loro "cari" in cella, come se fossero dei familiari in visita.

È accaduto ieri nel carcere di Montorio, grazie alla decisione del direttore dell'istituto di pena Antonio Fullone, che ha accolto le richieste dei padroni diBriciola Shony, due detenuti per reati contro il patrimonio. Ovviamente l'incontro non è stato organizzato nella sala dove di solito si ritrovano i parenti, ma in un'area verde all'interno dell'istituto di pena. «Ogni volta che mi venivano a chiedere se potevano vedere i loro cani - racconta il direttore - si commuovevano, avevano le lacrime agli occhi ogni volta che ne parlavano».

Il padrone Di Shony era depresso perché non poteva vedere il suo pastore tedesco da due anni, mentre nell'altra "coppia" a soffrire indicibilmente di solitudine era Briciola, a tal punto che il suo veterinarioaveva stilato un certificato medico in cui raccontava la tristezza di quella meticcia di pochi anni in attesa di riabbracciare il suo padrone. «Non è perché uno sta in carcere gli si deve negare l'affettività - sottolinea Fullone - perché è importante».

Chi ha assistito al "colloquio" ammette di essersi emozionato: Briciola saltava e girava attorno al suo padrone, mentre Shony, seduto a terra più composto, continuava a dimenare la coda e abbaiare felice.

fonte:http://www.ilgazzettino.it/








A Verona direttore istituto di pena accoglie richieste detenuti