sabato 15 ottobre 2011
venerdì 14 ottobre 2011
Due anni fa moriva Stefano Cucchi, per non dimenticare
Due anni fa, nel mese di ottobre, moriva in circostanze tragicamente dubbie il povero Stefano Cucchi. Ripercorro brevemente la vicenda. Trentunenne, di corporatura esile, viene arrestato nella periferia romana per possesso di droga il 16 ottobre 2009.

Al momento dell’arresto da parte dei carabinieri, secondo quanto riferito dai familiari, stava bene, camminava sulle sue gambe, non presentava segni di alcun tipo sul viso. La mattina seguente, all’udienza per direttissima, i familiari notano evidenti tumefazioni al volto e agli occhi. Non viene inviato agli arresti domiciliari, eppure i fatti contestati non sono di particolare gravità. Passa poche ore in ospedale al Fatebenefratelli. Viene certificato dai medici che si sarebbe fatto male cadendo da solo per terra senza che ci fosse colpa di nessuno.
Questa sarebbe la versione data dal povero Stefano. Questa la versione di solito data da detenuti impauriti per le conseguenze di una eventuale denuncia di violenze. Torna a Regina Coeli. Sta male. Viene inviato nuovamente in ospedale, questa volta al Pertini, in un reparto apposito per detenuti, sorvegliato da poliziotti penitenziari. Lamenta dolori forti alla schiena. Viene ricoverato.
Questa sarebbe la versione data dal povero Stefano. Questa la versione di solito data da detenuti impauriti per le conseguenze di una eventuale denuncia di violenze. Torna a Regina Coeli. Sta male. Viene inviato nuovamente in ospedale, questa volta al Pertini, in un reparto apposito per detenuti, sorvegliato da poliziotti penitenziari. Lamenta dolori forti alla schiena. Viene ricoverato.
Per lunghi sei giorni i familiari, pur recandosi in ospedale, non hanno l’autorizzazione a visitarlo. L’autorizzazione al colloquio giunge per il 23 ottobre ma è troppo tardi perché Stefano Cucchi muore la notte tra il 22 e il 23 ottobre. I genitori rivedono il figlio per il riconoscimento all’obitorio e si trovano di fronte a un viso devastato. Sono quindi passati due anni. Il processo va avanti ma lentamente. E’ adesso il turno del direttore del carcere a essere ascoltato dai giudici. Un dirigente dell’amministrazione penitenziaria viene condannato a due anni con rito abbreviato. Tre penitenziari e nove operatori sanitari sono sotto processo dal 24 marzo 2011. Nessun carabiniere viene indagato e di conseguenza processato. E’ assolutamente necessario che i riflettori pubblici siano tenuti ben accesi per evitare che si giunga all’oblio e alla prescrizione.
Pochi giorni fa Marcel Vitiziu, 30 anni, viene arrestato per oltraggio a Messina. Finisce in carcere. Muore tre giorni dopo per arresto cardiaco, mentre in ambulanza veniva trasferito al Policlinico. Presentava lesioni al naso e all’arcata sopraccigliare.
*Articolo pubblicato su www.micromega.it
*Articolo pubblicato su www.micromega.it
(14 ottobre 2011)
giovedì 13 ottobre 2011
DON ALESSANDRO GIAMBRA 25 anni da cappellano nel carcere minorile di Caltanissetta
13-10-2011

Mi sono sempre chiesto, da quanto sono sacerdote e cioè da più di venticinque anni ormai, se il mio ministero presbiterale possa essere compreso o ricompreso, in maniera speculare, tramite il servizio che svolgo, da quanto ho ricevuto l’ordine sacro del sacerdozio, di cappellano presso il carcere minorile di Caltanissetta, e di volontario presso il carcere Malaspina del capoluogo nisseno.
Questa missione, questo servizio, questo farmi Cristo per gli altri e accogliere Egli stesso nel viso e nei bisogni dei detenuti, è qualcosa che mi accompagna nel mio essere presbitero, nel mio essere uomo. Mi accompagna e ogni anno, con lo scorrere delle settimane, dei mesi, del tempo, mi fa sempre più conoscere una realtà per la quale la comunità ecclesiale, spesso con opera di supplenza, e la società civile con annesse Istituzioni, devono considerare con sempre maggiore attenzione e sforzo.
La situazione delle carceri in Italia è davvero drammatica: lo dicono le statistiche, lo confermano il lavoro e la qualità della vita e dei detenuti e della polizia penitenziaria. Raramente, e spesso male, si investono risorse economiche per migliorare la permanenza in carcere dei detenuti, i quali certamente devono scontare le pene per i loro reati con la riduzione della loro libertà personale, ma rimangono uomini che devono essere accolti, rieducati, in alcuni casi educati per la prima volta; uomini che spesso sono immigrati, extracomunitari che non conoscono la lingua italiana, persone che in una situazione di vita sicuramente “anormale” hanno tuttavia bisogno di sentire i propri affetti vicini.
Uomini ai quali e per i quali va annunciata la vera libertà di Cristo in un contesto in cui la libertà umana, materiale, a volte psicologica, viene meno. Pur nel clima di generalizzata crisi politica, economica, sociale, antropologica, non si può e non si deve dimenticare la parte, o le parti, più deboli della società. Proprio in questi momenti occorre uno sforzo pensante e d’azione da parte della Chiesa per mettere al centro la sofferenza di migliaia di uomini (la popolazione carceraria italiana si aggira intorno alle 70 mila unità) che sono persone da accettare e alle quali va data una seconda, a volte una terza o quarta, possibilità di cambiare, magari scoprendo o riscoprendo la fede. La Chiesa italiana in questo decennio “investito” per l’educazione deve continuare a esprimere e a esprimersi con il volto di Cristo, denunciando con la forza dell’onestà, della ragione, della carità intelligente i mali che affliggono la società del nostro tempo.
Uomini ai quali e per i quali va annunciata la vera libertà di Cristo in un contesto in cui la libertà umana, materiale, a volte psicologica, viene meno. Pur nel clima di generalizzata crisi politica, economica, sociale, antropologica, non si può e non si deve dimenticare la parte, o le parti, più deboli della società. Proprio in questi momenti occorre uno sforzo pensante e d’azione da parte della Chiesa per mettere al centro la sofferenza di migliaia di uomini (la popolazione carceraria italiana si aggira intorno alle 70 mila unità) che sono persone da accettare e alle quali va data una seconda, a volte una terza o quarta, possibilità di cambiare, magari scoprendo o riscoprendo la fede. La Chiesa italiana in questo decennio “investito” per l’educazione deve continuare a esprimere e a esprimersi con il volto di Cristo, denunciando con la forza dell’onestà, della ragione, della carità intelligente i mali che affliggono la società del nostro tempo.
Nelle carceri, e ne sono testimone ormai da anni, vengono meno le possibilità minime di relazione con l’esterno (impossibilità di chiamate telefoniche per via di mancanza di danaro o di interpreti nel caso di extracomunitari che non conoscono l’italiano); la possibilità di vestirsi in maniera dignitosa; la possibilità di avere delle relazioni veramente private con i propri cari; la possibilità di un reinserimento tramite lavori a progetto, cooperative...; la possibilità di ricevere aiuti economici e di altro tipo dalle famiglie; la possibilità di essere difesi dinanzi al giudice da avvocati con esperienza.
Posso rileggere così, alla luce della mia consapevolezza di servizio e missione verso i detenuti, il ministero presbiterale dove il mio essere guida, il mio essere pastore, il mio annunciare e testimoniare la buona novella si traduce “solamente” e “semplicemente” nel farmi prossimo ad alcuni fratelli sfortunati, che hanno sbagliato; tramite l’annuncio della Parola di salvezza e il sostegno per alcuni bisogni “minimi” che in questo Occidente “opulento” e tante volte distratto, sembrano distanti anni luce. La comunità ecclesiale ripensi e si appropri con maggiore forza di quel servizio per i bisognosi facendosi voce forte di chi spesso, o sempre, non possiede più né la voce né la forza necessaria.
* da “Avvenire”
* da “Avvenire”
fonte: http://notizie.radicali.it/
Fabio Santacroce: Chi ha danneggiato questo uomo?

I carabinieri gli hanno trovato le piante sul balcone nonostante gli arresti domiciliari e i giornali lo hanno dipinto come un indomabile e pericoloso spacciatore, ma chi conosce Fabio, sa perfettamente che quelle piante servivano per continuare a curare i nonni che dal 1996 hanno dovuto subire una catena indescrivibile di sofferenze, contraendo patologie gravi dovute alla depressione e allo sconforto, ma lasciamo che sia Fabio stesso a raccontare la sua storia:
…mi chiamo Fabio Santacroce conosciuto anche come Wify Strain Hunter, nato a Brig (Valais) in Svizzera negli anni 70.
Nel 1995 espatrio in Inghilterra e poi in Olanda, imparando così lingue e culture diverse e svolgendo molte attività lavorative pur di mantenere integra la dignità, facendomi così apprezzare dagli “stranieri” per la mia semplicità interiore e per il mio altruismo.
Il 9 Settembre 1996 rientro in Italia urgentemente per la morte prematura di mio padre Adriano che era un noto costruttore metalmeccanico nel nord Italia e in Svizzera dove ha anche collaborato a costruire il Palazzo dell’ONU.
Dopo 2 anni me ne torno all’estero per continuare i miei studi e ricerche in campo scientifico e farmaceutico specifico nel settore della Cannabis Terapeutica.
Mi avvicino anche al Rastafarianesimo e lavoro in Inghilterra dove verrà poi creato un farmaco naturale chiamato Sativex (a base di THC e CBD estratto dalle migliori genetiche di cannabis) e prodotto dalla GW Pharma, poi in Svizzera per 3 anni presso 2 aziende private e con regolari permessi farmaceutici per la produzione di cannabis indica e sativa ad uso medico/terapeutico.
In Svizzera ho cosi potuto conoscere, lavorare e condividere nozioni scientifiche specifiche con personaggi pubblici e noti come Howard Marks, Scott Blakey, Felix Kautz, Arjan Roskam, Bernard Rappaz, Rick Simpson ed altri ancora…
Nel frattempo si ammala mia zia Luisa di tumore nella zona di Wernicke (cervello), che causa pesanti crisi epilettiche ed altri gravi sintomatologie e Luisa essendo stata curata come da protocolli approvati in Italia, si aggrava al punto da lasciare questo pianeta.
Nello stesso periodo si ammala di sclerosi multipla a placche degenerative anche l’altra zia Ortensia e dopo pochi anni viene aggredita anche da tumori in metastasi e le chemioterapie avevano più effetti negativi che positivi.
Nessun medico anche in questa situazione era al corrente di quanto importanti siano gli endocannabinoidi presenti in tutti gli esseri umani e Ortensia ci ha quindi lasciati per andare a vita nuova nel 2008.
Dopo tutti questi lutti, i miei nonni Alberto e Maria entrano in un tunnel di disperazione per aver perso due figlie e per il dolore della vedovanza della terza, si ammalano gravemente anche loro e non vengono curati in modo adeguato.
Io decido allora che dovevo curare ciò che rimaneva della mia famiglia ( i miei nonni e mia madre ) sfruttando tutte le capacità acquisite in anni di esperienze.
I medici nella mia provincia di appartenenza non conoscono le mie tecniche, ed io, tenuto conto dei reali ed immensi poteri curativi della Cannabis, decido di creare un laboratorio di ricerca nella mia piccola baita, meticoloso in tutto e per tutto, non facendomi mancare nessuna genetica di cannabis medica che io conosco, meticoloso anche nel non frequentare nessun essere umano al di fuori di mia madre e dei nonni.
Dal mio laboratorio avrei potuto creare la medicina naturale, ergo l’olio di cannabis terapeutica, ricco di oltre 66 cannabinoidi che attraverso gli endocannabinoidi presenti in ogni essere umano avrebbero giovato in modo mirato e scientificamente provato, ed ero sicuro di poterli curare, ma una visita di 3 nuclei dei carabinieri mi ha portato in carcere, hanno distrutto le piante, sequestrato la baita e tutte le attrezzature, libri ed appunti personali, computer ed altro ancora…
sono stato portato in carcere, li ho finto di mangiare e di star bene, aspettando poi che mi venissero concessi gli arresti domiciliari, arrivati in 4 giorni.
il 7 agosto 2010 alle ore 13:41 esco dal carcere per andare a casa agli arresti domiciliari, ora mi trovo in attesa di giudizio.
Nel 1995 espatrio in Inghilterra e poi in Olanda, imparando così lingue e culture diverse e svolgendo molte attività lavorative pur di mantenere integra la dignità, facendomi così apprezzare dagli “stranieri” per la mia semplicità interiore e per il mio altruismo.
Il 9 Settembre 1996 rientro in Italia urgentemente per la morte prematura di mio padre Adriano che era un noto costruttore metalmeccanico nel nord Italia e in Svizzera dove ha anche collaborato a costruire il Palazzo dell’ONU.
Dopo 2 anni me ne torno all’estero per continuare i miei studi e ricerche in campo scientifico e farmaceutico specifico nel settore della Cannabis Terapeutica.
Mi avvicino anche al Rastafarianesimo e lavoro in Inghilterra dove verrà poi creato un farmaco naturale chiamato Sativex (a base di THC e CBD estratto dalle migliori genetiche di cannabis) e prodotto dalla GW Pharma, poi in Svizzera per 3 anni presso 2 aziende private e con regolari permessi farmaceutici per la produzione di cannabis indica e sativa ad uso medico/terapeutico.
In Svizzera ho cosi potuto conoscere, lavorare e condividere nozioni scientifiche specifiche con personaggi pubblici e noti come Howard Marks, Scott Blakey, Felix Kautz, Arjan Roskam, Bernard Rappaz, Rick Simpson ed altri ancora…
Nel frattempo si ammala mia zia Luisa di tumore nella zona di Wernicke (cervello), che causa pesanti crisi epilettiche ed altri gravi sintomatologie e Luisa essendo stata curata come da protocolli approvati in Italia, si aggrava al punto da lasciare questo pianeta.
Nello stesso periodo si ammala di sclerosi multipla a placche degenerative anche l’altra zia Ortensia e dopo pochi anni viene aggredita anche da tumori in metastasi e le chemioterapie avevano più effetti negativi che positivi.
Nessun medico anche in questa situazione era al corrente di quanto importanti siano gli endocannabinoidi presenti in tutti gli esseri umani e Ortensia ci ha quindi lasciati per andare a vita nuova nel 2008.
Dopo tutti questi lutti, i miei nonni Alberto e Maria entrano in un tunnel di disperazione per aver perso due figlie e per il dolore della vedovanza della terza, si ammalano gravemente anche loro e non vengono curati in modo adeguato.
Io decido allora che dovevo curare ciò che rimaneva della mia famiglia ( i miei nonni e mia madre ) sfruttando tutte le capacità acquisite in anni di esperienze.
I medici nella mia provincia di appartenenza non conoscono le mie tecniche, ed io, tenuto conto dei reali ed immensi poteri curativi della Cannabis, decido di creare un laboratorio di ricerca nella mia piccola baita, meticoloso in tutto e per tutto, non facendomi mancare nessuna genetica di cannabis medica che io conosco, meticoloso anche nel non frequentare nessun essere umano al di fuori di mia madre e dei nonni.
Dal mio laboratorio avrei potuto creare la medicina naturale, ergo l’olio di cannabis terapeutica, ricco di oltre 66 cannabinoidi che attraverso gli endocannabinoidi presenti in ogni essere umano avrebbero giovato in modo mirato e scientificamente provato, ed ero sicuro di poterli curare, ma una visita di 3 nuclei dei carabinieri mi ha portato in carcere, hanno distrutto le piante, sequestrato la baita e tutte le attrezzature, libri ed appunti personali, computer ed altro ancora…
sono stato portato in carcere, li ho finto di mangiare e di star bene, aspettando poi che mi venissero concessi gli arresti domiciliari, arrivati in 4 giorni.
il 7 agosto 2010 alle ore 13:41 esco dal carcere per andare a casa agli arresti domiciliari, ora mi trovo in attesa di giudizio.
Ecco, questo è Fabio, un ragazzo coraggioso che sapendo di essere l’unica possibilità di conforto per i suoi cari, non ha esitato a continuare a produrre l’unica medicina in grado di alleviare il loro dolore, ma questi valori vengono oltraggiati dall’infame legge che continua a provocare queste inutili devastazioni e ad un anno preciso dal primo arresto, l’8 agosto Fabio finisce di nuovo dietro le sbarre!
Facciamo sentire a Fabio che ci siamo, che siamo con lui e che non lo lasceremo solo a combattere la sua battaglia, l’indirizzo del carcere è il seguente:
Fabio Santacroce
c/o Casa Circondariale
Via G.Castelli n°8
28922 Verbania
c/o Casa Circondariale
Via G.Castelli n°8
28922 Verbania
Ringraziamo in anticipo tutti coloro che vorranno spendere 5 minuti per una testimonianza di solidarietà, per dare conforto ad una persona che nonostante le difficoltà degli arresti domiciliari non ha mai cessato di combattere e che nell’ASCIA ha portato (e speriamo possa portare ancora al più presto) un contributo creativo e dinamico!
Nei prossimi giorni organizzeremo un’azione di mail-bombing verso il tribunale, il carcere e i giornali che l’hanno dipinto come un malfattore comune, augurandoci che tutti vogliate rispondere all’appello per una vasta mobilitazione.
Spesso capita di leggere “grosso quantitativo di droga sequestrato”, perdo qualche minuto e penso quanto c’è di vero in quello che leggo e cerco di capire l’azione di certe persone.. . Droga e farmaco hanno lo stesso significato e scopo, cioè quello di curare, abuso è un altro discorso. Bisogna distinguere droghe pesanti da droghe leggere, droghe tossiche che danno dipendenza e droghe che danno morte in caso di abuso. Tra le droghe “tossiche” che danno dipendenza e morte in caso di abuso troviamo anche il tabacco, l’alcol e la cocaina. Droghe che danno dipendenza e morte anche alla prima assunzione ma non sono tossiche trovamo l’eroina, DROGHE che danno una leggera dipendenza psichica (10% degli utilizzatori), non hanno causato ancora un solo morto salvo ipotizzare un abuso di almeno 40kg in 15 minuti troviamo la canapa! Questa meravigliosa pianta ostacolata negli anni 30 per motivi pluri economici è usata da millenni per contrastare e a volta guarire innumerevoli malattie. Pochi giorni fa è stato sbattuto in carcere a Verbania Fabio Santacroce per gli amici “Wifi”, Fabio è conosciuto, aprezzato da dottori, ricercatori e botanici di tutto il mondo, chiaramente sta sulle “scatole” di case farmaceutiche e malavita. La causa del suo arresto è stata causata per aver coltivato 21 piantine di canapa destinate principalmente ai nonni ammalati di cancro e Parkinson. Israele è meno dello 0,1% della popolazione mondiale ma hanno il 50% di Nobel in medicina, da oltre 20 anni utilizzano la canapa per scopo medico, viene data a bambini dai 2 anni in su per curare i danni della chemio, nelle case di riposo viene concesso di fumare, vaporizzare, mangiare o bere la canapa con lo scopo di contrastare Alzheimer e Parkinson nelle persone anziane, viene usata anche per il glaucoma, epilessia, Sla, Sclerosi multipla, Sclerodermia, dolore neuropatico e molto altro. Ho pensato ad una cosa che centra poco con Fabio, ho diversi conoscenti che in passato hanno abusato di droghe pesanti, pochi hanno fatto una brutta fine, alcuni hanno smesso al primo tentativo, altri sono dovuti ricorrere in comunità diverse volte, eccetto chi non c’è la fatta hanno tutti chiuso con le droghe penanti.., ma nessuno di loro è riuscito a sopendere alcol e tabacco! Se facciamo due conti la faccenda prende una bruttissima piega: di alcol lo scorso anno sono morti nel nostro Bel Paese in 195.000 persone di alcol, di tabacco sono morti in 76.000, di droghe illegali poco più di 300 (!) di canapa 0! Qundi chiedo a tutti voi di condividere e suggerire consigli per questo mio grande amico. Un abbraccio Fabio. controllo.. Stefano Balbo Vice Pres A.C.T. (Associazione Cannabis Terapeutica)
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Invitiamo tutti gli iscritti all’ASCIA, i simpatizzanti e i sostenitori a partecipare a questa prima iniziativa di Mail Bombing indirizzata ai giornali del Piemonte e per conoscenza al carcere di Verbania
Fidiamo nel massimo della collaborazione per una massiccia diffusione in web, è ora di fargli sentire che non siamo un branco di disperati, ma un popolo degno di rispetto!
Testo da copiare e incollare:
Gentile redazione, molti giornali del! la vostra regione hanno riportato la notizia dell’arresto di Fabio Santacroce dipingendolo come un indomabile trafficante e spacciatore.
Chiedo che la sua vicenda venga resa pubblica come è stato fatto per il suo arresto e che vogliate obiettivamente dar credito all’onestà intellettuale e alla vostra coscienza professionale.
Ringraziandovi, invio la storia di Fabio, con la speranza che vorrete difendere la dignità di una persona per bene, sulla cui onestà e capacità di ricercatore, decine e decine di persone potrebbero testimoniare!
Cordiali saluti
…mi chiamo Fabio Santacroce conosciuto anche come Wify Strain Hunter, nato a Brig (Valais) in Svizzera negli anni 70.
Nel 1995 espatrio in Inghilterra e poi in Olanda, imparando così lingue e culture diverse e svolgendo molte attività lavorative pur di mantenere integra la dignità, facendomi così apprezzare dagli “stranieri” per la mia semplicità interiore e per il mio altruismo.
! Il 9 Settembre 1996 rientro in Italia urgentemente per la morte premat ura di mio padre Adriano che era un noto costruttore metalmeccanico nel nord Italia e in Svizzera dove ha anche collaborato a costruire il Palazzo dell’ONU.
Dopo 2 anni me ne torno all’estero per continuare i miei studi e ricerche in campo scientifico e farmaceutico specifico nel settore della Cannabis Terapeutica.
Mi avvicino anche al Rastafarianesimo e lavoro in Inghilterra dove verrà poi creato un farmaco naturale chiamato Sativex (a base di THC e CBD estratto dalle migliori genetiche di cannabis) e prodotto dalla GW Pharma, poi in Svizzera per 3 anni presso 2 aziende private e con regolari permessi farmaceutici per la produzione di cannabis indica e sativa ad uso medico/terapeutico.
In Svizzera ho cosi potuto conoscere, lavorare e condividere nozioni scientifiche specifiche con personaggi pubblici e noti come Howard Marks, Scott Blakey, Felix Kautz, Arjan Roskam, Bernard Rappaz, Rick Simpson ed altri ancora…
Nel frattempo si ammala mia zia Luisa di tumore ! nella zona di Wernicke (cervello), che causa pesanti crisi epilettiche ed altri gravi sintomatologie e Luisa essendo stata curata come da protocolli approvati in Italia, si aggrava al punto da lasciare questo pianeta.
Nello stesso periodo si ammala di sclerosi multipla a placche degenerative anche l’altra zia Ortensia e dopo pochi anni viene aggredita anche da tumori in metastasi e le chemioterapie avevano più effetti negativi che positivi.
Nessun medico anche in questa situazione era al corrente di quanto importanti siano gli endocannabinoidi presenti in tutti gli esseri umani e Ortensia ci ha quindi lasciati per andare a vita nuova nel 2008.
Dopo tutti questi lutti, i miei nonni Alberto e Maria entrano in un tunnel di disperazione per aver perso due figlie e per il dolore della vedovanza della terza, si ammalano gravemente anche loro e non vengono curati in modo adeguato.
Io decido allora che dovevo curare ciò che rimaneva della mia famiglia ( i miei nonni e m! ia madre ) sfruttando tutte le capacità acquisite in anni di ! esperien ze.
I medici nella mia provincia di appartenenza non conoscono le mie tecniche, ed io, tenuto conto dei reali ed immensi poteri curativi della Cannabis, decido di creare un laboratorio di ricerca nella mia piccola baita, meticoloso in tutto e per tutto, non facendomi mancare nessuna genetica di cannabis medica che io conosco, meticoloso anche nel non frequentare nessun essere umano al di fuori di mia madre e dei nonni.
Dal mio laboratorio avrei potuto creare la medicina naturale, ergo l’olio di cannabis terapeutica, ricco di oltre 66 cannabinoidi che attraverso gli endocannabinoidi presenti in ogni essere umano avrebbero giovato in modo mirato e scientificamente provato, ed ero sicuro di poterli curare, ma una visita di 3 nuclei dei carabinieri mi ha portato in carcere, hanno distrutto le piante, sequestrato la baita e tutte le attrezzature, libri ed appunti personali, computer ed altro ancora…
sono stato portato in carcere, li ho finto di mangiare e di star bene, ! aspettando poi che mi venissero concessi gli arresti domiciliari, arrivati in 4 giorni.
il 7 agosto 2010 alle ore 13:41 esco dal carcere per andare a casa agli arresti domiciliari, ora mi trovo in attesa di giudizio.
Ecco, questo è Fabio, un ragazzo coraggioso che sapendo di essere l’unica possibilità di conforto per i suoi cari, non ha esitato a continuare a produrre l’unica medicina in grado di alleviare il loro dolore, ma questi valori vengono oltraggiati dall’infame legge che continua a provocare queste inutili devastazioni e ad un anno preciso dal primo arresto, l’8 agosto Fabio finisce di nuovo dietro le sbarre del carcere di Verbania!
Da spedire a:
lettere@lastampa.it
daniele.cabras@lastampa.it
enrico.demaria@lastampa.it
carlo.bologna@lastampa.it
paola.arbeia@lastampa.it
gianni.martini@lastampa.it
fulvio.lavina@lastampa.it
direttore@ilgiornaledelpiemonte.com
redazione.to@cronacaqui.it
torino@repubblica.it
direttore@ilpiccolo.net
redazione@lavocealessandrina.it
alessandro.garavaldi@ecorisveglio.it
redazione@vercelli-in.it
direttore@lazionenovara.it
cc.verbania@giustizia.it
Altro gesto d’aiuto:
Per chi volesse o potesse dare una mano, questi sono gli estremi per un versamento tramite Poste Pay effettuabile presso gli uffici PPTT o ricevitorie Lottomatica:
Luciana Chiarini (mamma di Fabio)
C.F. CHRLCN54C65B188O
Codice conto: 4023 6006 1105 1998
Che ognuno faccia quello che può fare e nessuno sarà mai più solo!
Un grazie di cuore a tutti!
FaceBook:
E’ stata creata una pagina Fb in sostegno di Fabio:
http://www.facebook.com/event.php?eid=222311397818302
www.causes.com/causes/629698-help-dr-fab...a-wify-strain-hunter
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Gentile redazione, molti giornali del! la vostra regione hanno riportato la notizia dell’arresto di Fabio Santacroce dipingendolo come un indomabile trafficante e spacciatore.
Chiedo che la sua vicenda venga resa pubblica come è stato fatto per il suo arresto e che vogliate obiettivamente dar credito all’onestà intellettuale e alla vostra coscienza professionale.
Ringraziandovi, invio la storia di Fabio, con la speranza che vorrete difendere la dignità di una persona per bene, sulla cui onestà e capacità di ricercatore, decine e decine di persone potrebbero testimoniare!
Cordiali saluti
…mi chiamo Fabio Santacroce conosciuto anche come Wify Strain Hunter, nato a Brig (Valais) in Svizzera negli anni 70.
Nel 1995 espatrio in Inghilterra e poi in Olanda, imparando così lingue e culture diverse e svolgendo molte attività lavorative pur di mantenere integra la dignità, facendomi così apprezzare dagli “stranieri” per la mia semplicità interiore e per il mio altruismo.
! Il 9 Settembre 1996 rientro in Italia urgentemente per la morte premat ura di mio padre Adriano che era un noto costruttore metalmeccanico nel nord Italia e in Svizzera dove ha anche collaborato a costruire il Palazzo dell’ONU.
Dopo 2 anni me ne torno all’estero per continuare i miei studi e ricerche in campo scientifico e farmaceutico specifico nel settore della Cannabis Terapeutica.
Mi avvicino anche al Rastafarianesimo e lavoro in Inghilterra dove verrà poi creato un farmaco naturale chiamato Sativex (a base di THC e CBD estratto dalle migliori genetiche di cannabis) e prodotto dalla GW Pharma, poi in Svizzera per 3 anni presso 2 aziende private e con regolari permessi farmaceutici per la produzione di cannabis indica e sativa ad uso medico/terapeutico.
In Svizzera ho cosi potuto conoscere, lavorare e condividere nozioni scientifiche specifiche con personaggi pubblici e noti come Howard Marks, Scott Blakey, Felix Kautz, Arjan Roskam, Bernard Rappaz, Rick Simpson ed altri ancora…
Nel frattempo si ammala mia zia Luisa di tumore ! nella zona di Wernicke (cervello), che causa pesanti crisi epilettiche ed altri gravi sintomatologie e Luisa essendo stata curata come da protocolli approvati in Italia, si aggrava al punto da lasciare questo pianeta.
Nello stesso periodo si ammala di sclerosi multipla a placche degenerative anche l’altra zia Ortensia e dopo pochi anni viene aggredita anche da tumori in metastasi e le chemioterapie avevano più effetti negativi che positivi.
Nessun medico anche in questa situazione era al corrente di quanto importanti siano gli endocannabinoidi presenti in tutti gli esseri umani e Ortensia ci ha quindi lasciati per andare a vita nuova nel 2008.
Dopo tutti questi lutti, i miei nonni Alberto e Maria entrano in un tunnel di disperazione per aver perso due figlie e per il dolore della vedovanza della terza, si ammalano gravemente anche loro e non vengono curati in modo adeguato.
Io decido allora che dovevo curare ciò che rimaneva della mia famiglia ( i miei nonni e m! ia madre ) sfruttando tutte le capacità acquisite in anni di ! esperien ze.
I medici nella mia provincia di appartenenza non conoscono le mie tecniche, ed io, tenuto conto dei reali ed immensi poteri curativi della Cannabis, decido di creare un laboratorio di ricerca nella mia piccola baita, meticoloso in tutto e per tutto, non facendomi mancare nessuna genetica di cannabis medica che io conosco, meticoloso anche nel non frequentare nessun essere umano al di fuori di mia madre e dei nonni.
Dal mio laboratorio avrei potuto creare la medicina naturale, ergo l’olio di cannabis terapeutica, ricco di oltre 66 cannabinoidi che attraverso gli endocannabinoidi presenti in ogni essere umano avrebbero giovato in modo mirato e scientificamente provato, ed ero sicuro di poterli curare, ma una visita di 3 nuclei dei carabinieri mi ha portato in carcere, hanno distrutto le piante, sequestrato la baita e tutte le attrezzature, libri ed appunti personali, computer ed altro ancora…
sono stato portato in carcere, li ho finto di mangiare e di star bene, ! aspettando poi che mi venissero concessi gli arresti domiciliari, arrivati in 4 giorni.
il 7 agosto 2010 alle ore 13:41 esco dal carcere per andare a casa agli arresti domiciliari, ora mi trovo in attesa di giudizio.
Ecco, questo è Fabio, un ragazzo coraggioso che sapendo di essere l’unica possibilità di conforto per i suoi cari, non ha esitato a continuare a produrre l’unica medicina in grado di alleviare il loro dolore, ma questi valori vengono oltraggiati dall’infame legge che continua a provocare queste inutili devastazioni e ad un anno preciso dal primo arresto, l’8 agosto Fabio finisce di nuovo dietro le sbarre del carcere di Verbania!
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www.causes.com/causes/629698-help-dr-fab...a-wify-strain-hunter
fonte: REGGAE.it
....soffro molto di salute: ho il menisco rotto ed ho problemi con i legamenti anteriori del ginocchio SX ed una sola stampella! Perché l’altra è nella casa sequestrata. Non me ne danno una loro.
Ho avuto una specie di blocco all’interno del mio organismo ed ho urinato marrone scuro e sange per 3 giorni… ovviamente nessuna visita specialistica ma un ciclo di antibiotici e cortisone con Diazepan, Mirtazapina, Brufen ed iniezioni di Muscoril…. porto dolori lombari, soffro di cervobrachialgia acuta che poi sale alla testa sino a veder appannato dall’occhio DX… ovviamente qui ho contratto tutto ciò che si può prendere ahai piedi, alle mani e alle spalle!
Aiutatemi ad aiutare Fabio
fonte: http://www.overgrow-italy.nl/
La storia di Fabio Santacroce, arrestato come trafficante

Gentile redazione, molti giornali della vostra regione hanno riportato la notizia dell'arresto di Fabio Santacroce dipingendolo come un indomabile trafficante e spacciatore.
Chiedo che la sua vicenda venga resa pubblica come è stato fatto per il suo arresto e che vogliate obiettivamente dar credito all'onestà intellettuale e alla vostra coscienza professionale.
Ringraziandovi, invio la storia di Fabio, con la speranza che vorrete difendere la dignità di una persona per bene, sulla cui onestà e capacità di ricercatore, decine e decine di persone potrebbero testimoniare!
Cordiali saluti
…mi chiamo Fabio Santacroce conosciuto anche come Wify Strain Hunter, nato a Brig (Valais) in Svizzera negli anni 70.
Nel 1995 espatrio in Inghilterra e poi in Olanda, imparando così lingue e culture diverse e svolgendo molte attività lavorative pur di mantenere integra la dignità, facendomi così apprezzare dagli “stranieri” per la mia semplicità interiore e per il mio altruismo.
Il 9 Settembre 1996 rientro in Italia urgentemente per la morte prematura di mio padre Adriano che era un noto costruttore metalmeccanico nel nord Italia e in Svizzera dove ha anche collaborato a costruire il Palazzo dell’ONU.
Dopo 2 anni me ne torno all’estero per continuare i miei studi e ricerche in campo scientifico e farmaceutico specifico nel settore della Cannabis Terapeutica.
Mi avvicino anche al Rastafarianesimo e lavoro in Inghilterra dove verrà poi creato un farmaco naturale chiamato Sativex (a base di THC e CBD estratto dalle migliori genetiche di cannabis) e prodotto dalla GW Pharma, poi in Svizzera per 3 anni presso 2 aziende private e con regolari permessi farmaceutici per la produzione di cannabis indica e sativa ad uso medico/terapeutico.
In Svizzera ho così potuto conoscere, lavorare e condividere nozioni scientifiche specifiche con personaggi pubblici e noti come Howard Marks, Scott Blakey, Felix Kautz, Arjan Roskam, Bernard Rappaz, Rick Simpson ed altri ancora…
Nel frattempo si ammala mia zia Luisa di tumore, nella zona di Wernicke (cervello), che causa pesanti crisi epilettiche ed altri gravi sintomatologie e Luisa essendo stata curata come da protocolli approvati in Italia, si aggrava al punto da lasciare questo pianeta.
Nello stesso periodo si ammala di sclerosi multipla a placche degenerative anche l’altra zia Ortensia e dopo pochi anni viene aggredita anche da tumori in metastasi e le chemioterapie avevano più effetti negativi che positivi.
Nessun medico anche in questa situazione era al corrente di quanto importanti siano gli endocannabinoidi presenti in tutti gli esseri umani e Ortensia ci ha quindi lasciati per andare a vita nuova nel 2008.
Dopo tutti questi lutti, i miei nonni Alberto e Maria entrano in un tunnel di disperazione per aver perso due figlie e per il dolore della vedovanza della terza, si ammalano gravemente anche loro e non vengono curati in modo adeguato.
Io decido allora che dovevo curare ciò che rimaneva della mia famiglia (i miei nonni e mia madre) sfruttando tutte le capacità acquisite in anni di esperienze.
I medici nella mia provincia di appartenenza non conoscono le mie tecniche, ed io, tenuto conto dei reali ed immensi poteri curativi della Cannabis, decido di creare un laboratorio di ricerca nella mia piccola baita, meticoloso in tutto e per tutto, non facendomi mancare nessuna genetica di cannabis medica che io conosco, meticoloso anche nel non frequentare nessun essere umano al di fuori di mia madre e dei nonni.
Dal mio laboratorio avrei potuto creare la medicina naturale, ergo l’olio di cannabis terapeutica, ricco di oltre 66 cannabinoidi che attraverso gli endocannabinoidi presenti in ogni essere umano avrebbero giovato in modo mirato e scientificamente provato, ed ero sicuro di poterli curare, ma una visita di 3 nuclei dei carabinieri mi ha portato in carcere, hanno distrutto le piante, sequestrato la baita e tutte le attrezzature, libri ed appunti personali, computer ed altro ancora…
Sono stato portato in carcere, lì ho finto di mangiare e di star bene, aspettando poi che mi venissero concessi gli arresti domiciliari, arrivati in 4 giorni.
Il 7 agosto 2010 alle ore 13:41 esco dal carcere per andare a casa agli arresti domiciliari, ora mi trovo in attesa di giudizio.
Ecco, questo è Fabio, un ragazzo coraggioso che sapendo di essere l’unica possibilità di conforto per i suoi cari, non ha esitato a continuare a produrre l’unica medicina in grado di alleviare il loro dolore, ma questi valori vengono oltraggiati dall’infame legge che continua a provocare queste inutili devastazioni e ad un anno preciso dal primo arresto, l’8 agosto Fabio finisce di nuovo dietro le sbarre del carcere di Verbania!
fonte: http://www.nuovasocieta.it/index.php
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