lunedì 18 aprile 2011

Carceri:detenuto di 30 anni trovato morto in cella a Viterbo


– Un detenuto nordafricano di 30 anni e' stato trovato morto nella sua cella nel carcere Mammagialla di Viterbo. Sono in corso indagini per accertare le cause del decesso. La procura della Repubblica ha disposto l'autopsia. Il fatto e' avvenuto sabato sera ma la notizia si e' appresa solo oggi. Il giovane era disteso nel suo letto, riverso su un fianco. Gli agenti lo hanno chiamato ma si sono subito accorti che era privo di sensi. Per circa un'ora, lo staff sanitario del carcere ha tentato di rianimarlo, ma non c'e' stato nulla da fare. Secondo quanto si e' appreso, sul corpo del giovane non sarebbero stati individuati segni di violenza. .
18 aprile 2011 | 15:17
Fonte: BLITZ quotidiano
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MARTEDÌ 05 APRILE 2011
Con quello di questi ultime ore sono già cinque i tentativi di suicidio sventati dalla polizia penitenziaria dall'inizio dell'anno in un istituto dove sono presenti oltre 730 detenuti (444 posti letto previsti) di cui 54 detenuti 41 bis, 150 detenuti ad alta sicurezza e 40 detenuti cosiddetti precauzionali". Questo è quanto dichiara, in una nota Daniele Nicastrini, coordinatore regionale Lazio Uilpa Penitenziari.

A questi vanno aggiunti oltre 10 detenuti che sono sottoposti a controllo multidisciplinare essendo soggetti violenti ed alto rischio suicidio-autolesionismo ed altrettanti sottoposti a grande sorveglianza che rappresentano uno stato di grave rischio ad atti nei propri confronti.

Solo questi dati dovrebbero prevedere un organico di polizia penitenziaria adeguato alla popolazione detenuta e non sottostimata rispetto al D.M. del 2001 che prevedeva 540 unità.

Il carcere di Viterbo per numero di detenuti è dopo la casa circondariale di Rebibbia e Regina Coeli quella più grande nella regione Lazio e dovrebbe avere una maggior attenzione proprio per la variegata tipologia di detenuti sopra rappresentati. La stessa sede gestisce anche l'attività del reparto protetto ospedaliero di Belcolle, che svolge una funzione importante nella gestione di detenuti-degenti, che dovrebbe far riflettere i vertici del Dap e del Prap, quantomeno indirizzare uno o più dirigenti penitenziari di supporto al dirigente presente e un contingente di personale di polizia penitenziaria per sopperire alle carenze evidenti.

Le responsabilità di questa grave situazione la riteniamo attribuibile al vertice dell'amministrazione penitenziaria, dalla quale ci attendiamo un'immediata attenzione. Proponiamo di attribuire un encomio al personale di polizia penitenziaria che ha sventato questi cinque tentativi di suicidio, perché solo la loro capacità professionale permette di tenere ancora testa alla totale inefficienza dell'amministrazione penitenziaria e dei suoi vertici capi dipartimentali!”.
Fonte : tusciamedia.com

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